Spese l’intera sua vita a guerreggiare per la sua patria, il Piemonte in un periodo travagliato della sua storia, a servizio dei duchi Carlo Emanuele II e Vittorio Amedeo II di Savoia. In breve alcune sue imprese: nel 1672 partecipa alla guerra del Genovesato, alla guida di un manipolo di volontari, ma finisce prigioniero, per pochi mesi, nella torre del Palazzo Ducale di Genova e in premio di ciò viene infeudato del marchesato di Andorno; nel 1683, alla testa di uno stuolo di cavalieri e ufficiali volontari, partecipa alla difesa di Vienna contro i turchi guadagnandosi la nomina a “generale di battaglia” e poi a “feld-maresciallo” delle truppe imperiali; nel 1686 è comandante del Reggimento delle Guardie col grado di Maresciallo di campo e come tale viene inviato a combattere contro i Valdesi (1686-1690) a fianco delle truppe francesi del sanguinario maresciallo Catinat.

Nel 1690 Vittorio Amedeo II si rivolta contro le truppe francesi che spadroneggiano in Piemonte e inizia una cruenta guerra, che dura sino al 1696 ed in cui Carlo Emilio combatte con alterna fortuna, portando per due volte (1690 e 1692) l’attacco anche al di là delle Alpi, nel Delfinato, e il 12 marzo 1692 il duca, in considerazione dei servizi resi e per lo zelo dimostrato, lo nomina Cavaliere dell’Ordine Supremo dell’Annunziata. Nel 1700 inizia la lunga guerra (1700-1713) per la successione al trono di Spagna; il Piemonte si schiera in un primo tempo con Francia e Spagna ma nel 1703 passa con gli avversari (Austria, Inghilterra, Portogallo, Prussia, ecc.): ne segue un periodo travagliatissimo con le truppe francesi e spagnole che gradatamente si impadroniscono di quasi tutto il Piemonte, sino al 7 settembre 1706 quando i francesi che assediano Torino vengono definitivamente sconfitti: Carlo Emilio è sempre sulla breccia ma dopo il 22 settembre, provato nel fisico dalle ferite, si ritira nel castello di Parella, dove muore il 16 novembre 1710 e viene sepolto nella tomba di famiglia nella chiesa parrocchiale. Di lui scrisse A.Ferrero della Marmora un libro intitolato «Notizie sulla vita e sulle geste militari di Carlo Emilio San Martino di Parella» (Torino, 1863), dove lo definisce “distintissimo uomo di spada, di fermezza senza pari, di un valore spinto fino alla temerità, noncurante di personale interesse”.

Rievocatore: Pietro Pessato

Ricerca a cura di Roberto Cestaro, segretario e curatore filologico

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